Smoker's face
Il fumo fa invecchiare la pelle. Il fumo di sigaretta causa infatti, nel 100%
delle fumatrici, la “smoker's face”.
Un termine coniato per la prima volta nel 1985 dal medico inglese Douglas
Model che ha pubblicato sul British Medical Journal un articolo in cui i
risultati di una ricerca evidenziavano una serie di peculiarità nel volto dei
fumatori di lunga data (più di 10 anni). Tali caratteristiche erano totalmente
indipendenti dall’età, dal peso o dalla esposizione al sole.
La tipica “smoker’s face” è caratterizzata da
zampe di gallina e rughe perioculari molto accentuate; guance atrofiche, lasse;
rughe perpendicolari alle labbra, con linee più sottili sulle guance e sulle
mandibole; perdita di elasticità della cute del volto che diviene molle e
cedevole, oltre che secca, ruvida e poco compatta; colorito diseguale, a chiazze
leggermente arrossate, o aranciate, o violacee (scarsa ossigenazione del
sangue), spesso innaturalmente pallido.
Frequentemente sono presenti borse sulle palpebre.

Un uomo a 15 anni |

a 72 anni non fumatore |

a 72 anni fumatore |
Che pericoli corre
la pelle esposta quotidianamente all'azione del fumo attivo e passivo?
Il fumo
disidrata e spegne il colorito della pelle. Le tossine coinvolte nel fumo di
sigaretta creano una vasocostrizione della rete capillare dermica che si somma
al ridotto apporto di O2 causato dal monossido di carbonio contenuto nel fumo.
Le cellule sono raggiunte da una ridotta quantità di ossigeno e nutrienti. La
pelle è più facilmente irritabile e calano le scorte di vitamina A (retinolo)
necessarie per il benessere cutaneo e per tutti i processi riparativi, sia della
cute, sia di altri organi e apparati; aumentano i radicali liberi, favorendo una
precoce degenerazione anche cutanea. Il fumo di sigaretta, infine, riduce molto
le capacità rigenerative cutanee e rallenta il processo di cicatrizzazione.
Questo è uno dei motivi per i quali i chirurghi plastici, soprattutto negli
USA, non fanno interventi di lifting a donne fumatrici.
E ancora: il fumo
accelera il processo di invecchiamento cutaneo e favorisce la comparsa delle
rughe perché incrementa notevolmente la produzione di enzimi
metalloproteinasici (MM-P1) che servono a distruggere il collagene. In
condizioni di buona salute della pelle, tali enzimi entrano in gioco quando
occorre rinnovare il collagene, ma quando si fuma la quantità di collagene a
disposizione è inferiore ed è ulteriormente disgregata dalle Metalloproteinasi.
Il fumo
rende la pelle più sottile. Presso il Twin Research Unit al St Thomas Hospital
di Londra sono state studiate 50 coppie di gemelli identici, divisi in fumatori
di lunga data e non fumatori. I fumatori avevano regolarmente la cute della
parte interna del braccio dal 25 al 40% più sottile dei gemelli non fumatori,
oltre che mostrare una pelle più molle e rugosa.
L'invecchiamento della pelle
causato dal fumo è reversibile.
Uno dei primi effetti "clinici" della
sospensione del fumo si nota sulla pelle, che acquista un altro tono e un altro
colorito. Smettere di fumare consente ai tessuti di ricevere più ossigeno; una
diminuzione dei radicali liberi pro-aging; una diminuzione della perdita di
acqua transepidermica che permette una maggiore idratazione.
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