Convegno della Sitab sulla lotta al tabagismo

Il fumo di tabacco è il primo problema della sanità pubblica e spesso l’ultima voce nei bilanci di programmazione sanitaria. E’ questo il paradosso che la Società Italiana di Tabaccologia ha voluto approfondire oggi con un convegno al Senato.
5 di 7Italia: 6,5 mld ogni anno per curare le malattie da fumo
«I costi del tabagismo per lo Stato italiano sono altissimi – dice Biagio Tinghino, Presidente della Società Italiana di Tabaccologia -: circa 6,5 miliardi di euro vengono spesi ogni anno per curare le malattie che derivano da questa dipendenza, senza considerare i danni sociali e il carico di sofferenza umana. Il fumo di tabacco è il primo problema della sanità pubblica e spesso l’ultima voce (quando c’è) nei bilanci di programmazione sanitaria. Serve maggiore sostegno ai servizi per il tabagismo, oggi in Italia circa 400, che sono poco conosciuti e soprattutto poco considerati sul piano istituzionale».
Come dimostrato da numerosi studi scientifici gli interventi per aiutare i pazienti a smettere di fumare sono dotati di un elevato rapporto di costo-efficacia: «Smettere di fumare da soli è il metodo più diffuso, ma anche quello meno efficace – ricorda Tinghino -: solo l’1-3 per cento di chi tenta così dichiara di esserci riuscito a distanza di un anno e per la maggior parte dei fumatori servono più tentativi. Mentre con l’ausilio di trattamenti convalidati (dal counselling a farmaci e cerotti) si riescono a decuplicare le percentuali di successo».
Un altro punto dolente nella lotta al fumo è costituito dai farmaci per smettere di fumare, che ad oggi sono a totale carico del cittadino. L’Italia è ancora fanalino di coda, mentre questi medicinali sono già rimborsati in Inghilterra, Portogallo, Olanda, Svezia, Svizzera, Irlanda e Finlandia, a cui recentemente si è aggiunta la Francia. «Far smettere di fumare le persone sarebbe un ottimo investimento per la sanità pubblica, visto il risparmio che si ricaverebbe dalla cessazione dal fumo – prosegue Tinghino -. A conti fatti, incluse le prestazioni sanitarie, un programma per smettere di fumare costerebbe meno di 1.000 euro a paziente, ma il guadagno di salute non avrebbe prezzo, dal momento che la “smoking cessation” restituisce dai 3 ai 9 anni di vita, se effettuata prima dei 50 anni».

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