La tobacco display ban per la riduzione del tabagismo

Pubblicato su The Post internazionale

Tra i diversi approcci utilizzati nel tempo per contrastare l’abitudine al fumo di tabacco, il cosiddetto tobacco display ban, in uso in diverse parti del mondo già dai primi anni 2000 e reso “famoso” nel 2013 grazie all’allora sindaco di New York Michael Bloomberg, si può dimostrare estremamente utile grazie ai suoi effetti psicologici.
Consiste in una regolamentazione per cui nei negozi è proibito esporre sigarette o altri prodotti legati al tabacco in punti visibili ai clienti. In questo modo se un cliente vuole comprare un pacchetto di sigarette risulta libero di farlo, ma al contempo vengono ridotti gli stimoli che possono incoraggiare l’inizio o la continuazione dell’abitudine tabagica.
Tale regola così semplice e chiara ha contribuito a favorire una riduzione del consumo medio di sigarette nella popolazione, specialmente tra i giovani.
Il tobacco display ban rappresenta un modello di un nuovo approccio con cui si possono concepire le politiche di sanità pubblica che al cittadino non impone o vieta nulla, che garantisce l’autonomia della scelta individuale, ma che al contempo tiene in considerazione i processi psicologici che guidano le scelte delle persone e favorisce la giusta decisione da prendere.

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