Tabacco. Parlamento Ue dice sì a nuova direttiva

Pubblicato su L’Indro

files.phpAl Parlamento europeo si fuma sempre meno. E non solo perché diventano sempre più esigui gli spazi riservati ai fumatori. Per gli europarlamentari è chiaro che il fumo è diventato uno dei nemici da abbattere, a giudicare dall’ampia maggioranza (514 voti a favore, 66 contrari e 58 astensioni) con cui l’aggiornamento della direttiva europea sul tabacco è stato approvato ieri in prima lettura a Strasburgo, dove il Parlamento europeo è in sessione plenaria.
«Per la politica della salute in Europa», ha detto il Commissario alla salute Tonio Borg, «questo e’ un grande giorno!»
Scopo principale della direttiva, secondo la deputata laburista britannica Linda McAvan (S&D, Socialisti e Democratici), relatrice del progetto, è «impedire il reclutamento di una nuova generazione di fumatori». Si vuole infatti puntare sui giovani per allontanarli dal fumo sin dall’inizio, per evitare che esso diventi abitudine e stile di vita. «La stragrande maggioranza dei fumatori inizia a fumare prima dei 18 anni», ha detto McAvan. E’ necessario quindi intercettarli sin dall’inizio, contrastando l’intensa attività di lobbying dell’industria del tabacco e rendendo più difficile l’accesso dei giovani al fumo -i lobbisti che Philip Morris, in vista dell’approvazione della direttiva, avevano eseguito una vera e proria schedatura delle preferenze degli europarlamentari in materia di fumo.
Per Tonio Borg, il Commissario maltese responsabile per la salute nell’UE, «il sì degli europarlamentari alla direttiva sul tabacco è uno dei passi finali verso la sua approvazione definitiva, indispensabile per contribuire a ridurre l’altissimo bilancio di morti premature imputabili al tabacco». «Garantendo che i prodotti del tabacco appaiano tali per il gusto e l’apparenza», ed evitando di presentarli in confezioni attraenti, ha aggiunto Borg, contribuirà a ridurre il numero di persone che inizieranno a fumare nell’Ue, specialmente i giovani e giovanissimi. «Sono particolarmente soddisfatto che il parlamento europeo abbia approvato senza restrizioni le nuove norme sulle sigarette elettroniche che introducono nuovi standard di sicurezza e di qualità per proteggere i consumatori», ha concluso Borg.
Se la legislazione finora in vigore esigeva che i messaggi di ‘pericolo’ coprissero almeno il 30% della superficie frontale del pacchetto e il 40% della parte anteriore, la nuova direttiva chiede che tale superficie sia aumentata al 65% da ambo i lati con avvertimenti non più a parole ma sotto forma di immagini choc: polmoni incancreniti, teschi e tibie in evidenza, e tutta la panoplia di supporti visivi utili ad allontanare definitivamente dal vizio. Anche i lati dei pacchetti recheranno avvertimenti e messaggi anti-fumo: ‘Il fumo uccide – smetti subito’, ‘Il fumo del tabacco contiene più di 70 sostanze cancerogene’, ecc.
Il ricorso alle immagini è una novità assoluta per la maggior parte dei Paesi europei che dovranno anche adeguarsi alle nuove regole non previste dalla direttiva precedente (approvata nel 2001).
I motivi della revisione, secondo i relatori, sono dovuti soprattutto ai progressi della ricerca scientifica che ha evidenziato ad esempio i rischi per la salute degli additivi del tabacco che non erano stati fino ad ora presi in considerazione. Alcuni additivi, come il mentolo, verranno vietati dal 2020 dato che tendono a dare al tabacco un gusto più gradevole inducendo il consumatore a pensare che tale gusto possa ridurne gli effetti nocivi.
Anche l’introduzione delle sigarette elettroniche e le nuove norme previste dalla Convenzione sui Prodotti del Tabacco dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanita) entrata in vigore nel febbraio 2005 hanno reso indilazionabile la revisione della direttiva tabacco.
Il fumo, fanno sapere alla Commissione europea, è la causa principale di decesso nell’Unione europea. La grande maggioranza delle 700.000 persone che ogni anno muoiono in Europa per affezioni legate all’uso del tabacco ha iniziato a fumare da giovane: il 70% prima dei 18 anni, il 94% prima dei 25.
Ma le statistiche dimostrano che i disincentivi all’uso del tabacco -come il divieto di fumare nei luoghi pubblici e al chiuso- funzionano. Dai dati emerge che la percentuale di fumatori nell’Ue è passata dal 40% nel 2002 (quando l’Ue era formata da 15 membri) al 28% nel 2012 (quando l’Ue aveva raggiunto quota 27 membri).
Ecco perché il messaggio della nuova direttiva è rivolto in particolare ai giovani. E ai giovani si è pensato chiedendo di confezionare pacchetti con un minimo di 20 sigarette, meno abbordabili per i teen-agers. Ora gli adolescenti dovranno pensarci due volte prima di investire in un pacchetto ‘da 20’ che rischia di alleggerire troppo le loro disponibilita’ finanziarie.
Il divieto dei minipacchetti riguarda anche le confezioni ‘femminili’ tipo ‘scatole per rossetto’ che alcune giovani fumatrici sembrano privilegiare, ritenendole eleganti. Inoltre nessun messaggio ‘accomodante’ del tipo ‘senza additivi’ o ‘ottimo per rilassarsi’ o ‘contiene rinfrescante mentolo’ e via dicendo dovrà figurare sui pacchetti di sigarette.
Gli stessi divieti si applicheranno anche alle confezioni di tabacco da arrotolare che dovranno recare gli avvertimenti su entrambi i lati della busta. Anche in questo caso le dimensioni della confezione sono state fissate in un minimo di 30 grammi di tabacco per evitare che diventino facilmente accessibili ai giovani le cui disponibilità finanziarie sono limitate.
Sigari e sigaretti saranno esenti dal divieto di additivi aromatizzanti. Tale esenzione potrebbe però essere revocata se si dovesse notare una impennata dei consumi specialmente da parte della popolazione giovanile.
Resta invece il blocco sul tabacco da masticare (snus), vietato nell’Ue dal 1992 per il forte rischio di assuefazione e i suoi effetti nefasti sulla salute. E’ un prodotto la cui vendita e’ autorizzata solo in Svezia in virtu’ di una deroga speciale dell’Ue che ne limita il consumo all’interno delle frontiere.
Accusato di voler difendere la causa dello ‘snus’, un ex Commissario europeo alla salute, il maltese John Dalli, perse il posto nell’ottobre 2012 dopo che l’Olaf, l’ufficio anti-frode della Commissione europea, annunciò una indagine su un presunto pagamento di denaro imputabile ad una compagnia produttrice di tabacco da masticare. Al commissario Dalli, che continuava a negare un qualsivoglia suo ruolo nella vicenda, venne chiesto dal Presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso, di dimettersi nel giro di mezz’ora. Fu sostituito dopo pochi giorni dal connazionale Tonio Borg.
Per le sigarette elettroniche infine, i Deputati europei hanno chiesto di regolarne il mercato: esse vanno cioè considerate come medicinali, se vendute come ausilio per smettere di fumare, oppure come prodotti di tabacco se usate solo per ‘fumare’. Ma in questo caso la concentrazione di tabacco non dovrà superare i 20 mg/ml. Sarà consentito l’uso delle sigarette elettroniche ricaricabili che dovranno però recare misure di sicurezza per impedirne l’uso ai bambini. Ad ogni buon conto, i legislatori europei si sono riservati il diritto di ritornare sull’argomento se la ricerca scientifica su questi prodotti dovesse far suonare campanelli di allarme.
La direttiva comporta anche misure volte a contrastare il commercio illegale di prodotti derivati dal tabacco prevedendo un sistema europeo di identificazione con etichette visibili o invisibili (tipo ologrammi) per riuscire a individuare i prodotti non autorizzati.
Il testo approvato dal Parlamento europeo passerà all’approvazione del Consiglio dei Ministri dell’Ue previsto per il 14 marzo.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *